+++ Isola di Lipari (Arcipelago Eolie) +++
 
Riconoscimenti:     UNESCO - Cultural Heritage
Lat. N 38° 29' 30''-Long. E 14° 56'Superficie: 38,6 Kmq
Altit. max: monte Chirica (602 m)Numero abitanti: 10.554 (liparesi)
Principali località: Lipari, Pianoconte, Canneto, Acquacalda, Quattropani.
CAP: 98055Prefisso telefonico: 090
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LEGENDA
B. Cattedrale di San Bartolomeo
C. Chiesa di SS. Maria delle Grazie
E. Chiesa dell'Immacolata
F. Chiesa dell'Addolorata
G. Chiesa di Santa Caterina
H. Chiostro del Monastero Normanno


Panoramica

Faraglioni



Museo

  Storia  
Fu abitata fin dal neolitico e nell'età del bronzo. In età greca, si sviluppò l'abitato di Meliguni, detto anche Lipara, che continuo' a sopravvivere in età romana. I Normanni vi stabilirono una sede vescovile. Per tutto il Medioevo e fino all'età moderna, Lipari fu un luogo fortificato, caratterizzato da una poderosa cinta muraria e dal massiccio castello. Cosi', in breve. Ma la storia di Lipari è molto più complessa. Il primo insediamento sull'isola è stato a Castellaro vecchio, nell'altipiano di Quattropani che raggiunge i 450 metri di altezza. Siamo nel V millennio a. C. Nel III millennio, veniva abitata la pianura di contrada Diana. Le terme di San Calogero, se si fa fede a un brano edilizio miceneo superstite, sono state utilizzate sin da quella età: assai prima dunque che in quella greca. Sono di quest'epoca, invece, la sistemazione dell’acropoli e della relativa area, e la costruzione di una potente flotta con la quale i Liparoti batterono definitivamente i pirati tirreni ed etruschi, che seminavano il terrore nelle loro coste. Alleata di Siracusa nella guerra del Peloponneso, Lipari subi' numerose incursioni ateniesi. In seguito fu attaccata e conquistata dai Cartaginesi, e liberata contro un riscatto; ma la potenza economica e commerciale dei Liparoti crebbe, poi, tanto da dominare il Tirreno meridionale. Ne segui' un periodo di lunga decadenza, anche se le acque termali di Lipari e Vulcano continuarono a essere famose fino a tutta l'età imperiale romana. Per quest'età. gli storici antichi non ci aiutano molto, se non con notizie scarse e confuse. Teatro del conflitto tra Ottaviano e Sesto Pompeo, Lipari fu conquistata nel 36 a. C. da Agrippa. ammiraglio di Ottaviano. Lipari medievale si raccolse attorno alla Cattedrale che, almeno dal VI sec., fu sede vescovile. Vi si veneravano già le reliquie di San Bartolomeo. In età musulmana, gli abitanti furono deportati in massa: cosi' le Eolie, e Lipari in particolare, si spopolarono. Solo con l'avvento dei Normanni ebbe inizio un nuovo periodo di fioritura economica e culturale. Un gruppo di Benedettini, stanziatosi a Lipari, fondo' un monastero e un'abbazia attorno ai quali si riformò il centro urbano. Nel 1131, l'abbazia fu elevata a sede di arcivescovado, insieme alla città di Patti. Coinvolta nella lotta tra gli Angioini e gli Aragonesi, Lipari venne conquistata da Roberto I re di Napoli. Ne segui' un periodo buono per gli abitanti. Si fortificarono le mura, vennero edificati il convento dei Frati minori osservanti ed altre case vicine. Ma ecco che, nel 1544, il pirata Khair Ad-Din, detto Ariadeno Barbarossa, conquista la città, la mette a fuoco e deporta gli abitanti. Subito il viceré spagnolo dispone la ricostruzione delle mura, con nuovi rinforzi e strutture, e favorisce, con privilegi, il ripopolamento. Le abitazioni cominciano a distribuirsi in varie parti dell'isola. Il terremoto del 1783, con le sue distruzioni, suscita una espansione urbana diversificata (che sarà pianificata alla fine dell'Ottocento). Nel 1930, con un taglio nella cinta muraria e una lunga scalinata, viene dato accesso diretto dal piano al "Castello", dove si trovano la Cattedrale ed altre chiese, il Museo e una zona archeologica di grande interesse.


  Monumenti  
Se si arriva con l'aliscafo a Marina Corta, ecco sul molo la chiesa delle Anime del Purgatorio, del sec. XIII.. Se si sbarca dal traghetto, a Sotto Monastero, è vicina la chiesa di Sant' Antonio, dalle forme barocche. Da un lato o dall'altro, con breve cammino, si giunge al così detto Castello, che è un'ampia fortificazione naturale, in buona posizione, sopra un alto terrazzamento a picco sul mare. Qui era l'acropoli dell'antica città, che aveva impianto urbano regolare costituito da decumani NS e cardini EO ortogonali. La cinta muraria cinquecentesca, dalle mura possenti, ingloba resti di una torre greca del IV -III sec. a. C., e mostra qualche brano della fortificazione dei secoli XIII e XIV . Nella parte più alta sorge la Cattedrale, edificata nel 1084 dai Normanni, che vi stabilirono una sede vescovile. La Cattedrale venne completamente riconfigurata nel Seicento. Gli affreschi e gli stucchi dell'interno sono del XVIII sec. Tra i dipinti, si guardi particolarmente una tela, il Transito della Vergine, attribuita a Polidoro da Caravaggio, sec. XVI. Vicino alla Cattedrale sono le chiese dell'Immacolata, sec. XVIII, e dell'Addolorata, medievale. Tutta quest'area della città murata è stata accuratamente esplorata da scavi sistematici che hanno rivelato testimonianze di altissimo valore, non solo per la conoscenza della storia delle isole Eolie, ma anche delle varie facies culturali succedutesi nel corso dei millenni, dal neolitico fino al Medioevo.


  Il Museo di Lipari  
Il Museo archeologico. In alcuni ambienti del Castello e del palazzo arcivescovile, più altri aggiunti, ha sede l'interessantissimo Museo archeologico regionale eoliano "Luigi Bernabo' Brea", com' è intitolato, dal giugno 2000, in onore del fondatore, e che espone, non solo materiali provenienti da Lipari, ma anche quelli rinvenuti nelle altre isole dell'arcipelago e nelle zone circostanti. La sistemazione segue le più moderne concezioni museografiche. Una prima sezione è dedicata al materiale preistorico e protostorico di Lipari: sono illustrate, con ricca esposizione di materiali, tutte le fasi del neolitico eoliano. Seguono poi gli esempi del protoelladico e mesoelladico, con vasi dalla tipica decorazione. I frequenti contatti con l'Egeo sono testimoniati dai numerosi oggetti di importazione minoica e micenea. Gli oggetti appartenenti alla cultura sud-appenninica, ritrovati ed esposti, hanno fatto pensare a contatti fra le isole Eolie e l'ambiente continentale. Una sezione separata è riservata alle numerose iscrizioni epigrafiche, ritrovate nelle necropoli di Lipari. Usciti da questa prima parte del Museo, si accede, di fronte, al padiglione dove sono esposti i materiali provenienti dalle altre isole eoliane. In un edificio situato tra la Cattedrale e l'Ostello della gioventù, è la sezione dedicata all'archeologia classica, ricchissima di materiali, oggetti ceramici, corredi tombali, disposti in ordine cronologico dal XII sec. a. C. al III sec. a. C. Al piano terreno di questo edificio è la sezione dedicata all'archeologia marina, di alto interesse poiché raccoglie una vasta gamma di relitti recuperati nella zona e, in più, i carichi e gli equipaggiamenti che le navi portavano a bordo. A parte, poi, è la sezione di vulcanologia che illustra le fasi della formazione geologica delle isole Eolie, e quindi anche di Lipari, con pannelli illustrativi di facile comprensione. La città nuova si costitui' al di fuori di quella murata dal sec. XVII. Una vasta zona di grande interesse archeologico si estende fuori dall'abitato: in contrada Diana sono stati portati alla luce un villaggio d'età neolitica e una necropoli greco-romana.


I testi sono tratti dalla "Guida della Sicilia e delle isole minori"
Ugo La Rosa editore.
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