Storia
Fu abitata fin dal neolitico e nell'età del bronzo. In età greca, si sviluppò
l'abitato di Meliguni, detto anche Lipara, che continuo'
a sopravvivere in età romana. I Normanni vi stabilirono una sede vescovile. Per
tutto il Medioevo e fino all'età moderna, Lipari fu un luogo fortificato, caratterizzato
da una poderosa cinta muraria e dal massiccio castello. Cosi', in breve. Ma la
storia di Lipari è molto più complessa. Il primo insediamento sull'isola è stato
a Castellaro vecchio, nell'altipiano di Quattropani che raggiunge i 450
metri di altezza. Siamo nel V millennio a. C. Nel III millennio, veniva abitata
la pianura di contrada Diana. Le terme di San Calogero, se
si fa fede a un brano edilizio miceneo superstite, sono state utilizzate
sin da quella età: assai prima dunque che in quella greca. Sono di quest'epoca,
invece, la sistemazione dell’acropoli e della relativa area, e la costruzione
di una potente flotta con la quale i Liparoti batterono definitivamente i pirati
tirreni ed etruschi, che seminavano il terrore nelle loro coste. Alleata di Siracusa
nella guerra del Peloponneso, Lipari subi' numerose incursioni ateniesi.
In seguito fu attaccata e conquistata dai Cartaginesi, e liberata contro
un riscatto; ma la potenza economica e commerciale dei Liparoti crebbe, poi, tanto
da dominare il Tirreno meridionale. Ne segui' un periodo di lunga decadenza, anche
se le acque termali di Lipari e Vulcano continuarono a essere famose fino
a tutta l'età imperiale romana. Per quest'età. gli storici antichi non
ci aiutano molto, se non con notizie scarse e confuse. Teatro del conflitto tra
Ottaviano e Sesto Pompeo, Lipari fu conquistata nel 36 a. C. da Agrippa. ammiraglio
di Ottaviano. Lipari medievale si raccolse attorno alla Cattedrale che, almeno
dal VI sec., fu sede vescovile. Vi si veneravano già le reliquie di San Bartolomeo.
In età musulmana, gli abitanti furono deportati in massa: cosi' le Eolie, e
Lipari in particolare, si spopolarono. Solo con l'avvento dei Normanni
ebbe inizio un nuovo periodo di fioritura economica e culturale. Un gruppo di
Benedettini, stanziatosi a Lipari, fondo' un monastero e un'abbazia attorno
ai quali si riformò il centro urbano. Nel 1131, l'abbazia fu elevata a sede di
arcivescovado, insieme alla città di Patti. Coinvolta nella lotta tra gli Angioini
e gli Aragonesi, Lipari venne conquistata da Roberto I re di Napoli. Ne
segui' un periodo buono per gli abitanti. Si fortificarono le mura, vennero edificati
il convento dei Frati minori osservanti ed altre case vicine. Ma ecco che, nel
1544, il pirata Khair Ad-Din, detto Ariadeno Barbarossa, conquista la città, la
mette a fuoco e deporta gli abitanti. Subito il viceré spagnolo dispone la ricostruzione
delle mura, con nuovi rinforzi e strutture, e favorisce, con privilegi, il ripopolamento.
Le abitazioni cominciano a distribuirsi in varie parti dell'isola. Il terremoto
del 1783, con le sue distruzioni, suscita una espansione urbana diversificata
(che sarà pianificata alla fine dell'Ottocento). Nel 1930, con un taglio nella
cinta muraria e una lunga scalinata, viene dato accesso diretto dal piano al "Castello",
dove si trovano la Cattedrale ed altre chiese, il Museo e una zona
archeologica di grande interesse.
Monumenti
Se si arriva con l'aliscafo a Marina Corta, ecco sul molo la chiesa
delle Anime del Purgatorio, del sec. XIII.. Se si sbarca dal traghetto, a
Sotto Monastero, è vicina la chiesa di Sant' Antonio, dalle forme
barocche. Da un lato o dall'altro, con breve cammino, si giunge al così detto
Castello, che è un'ampia fortificazione naturale, in buona posizione, sopra
un alto terrazzamento a picco sul mare. Qui era l'acropoli dell'antica città,
che aveva impianto urbano regolare costituito da decumani NS e cardini EO ortogonali.
La cinta muraria cinquecentesca, dalle mura possenti, ingloba resti di una torre
greca del IV -III sec. a. C., e mostra qualche brano della fortificazione dei
secoli XIII e XIV . Nella parte più alta sorge la Cattedrale, edificata
nel 1084 dai Normanni, che vi stabilirono una sede vescovile. La Cattedrale venne
completamente riconfigurata nel Seicento. Gli affreschi e gli stucchi dell'interno
sono del XVIII sec. Tra i dipinti, si guardi particolarmente una tela, il Transito
della Vergine, attribuita a Polidoro da Caravaggio, sec. XVI. Vicino alla
Cattedrale sono le chiese dell'Immacolata, sec. XVIII, e dell'Addolorata,
medievale. Tutta quest'area della città murata è stata accuratamente esplorata
da scavi sistematici che hanno rivelato testimonianze di altissimo valore, non
solo per la conoscenza della storia delle isole Eolie, ma anche delle varie facies
culturali succedutesi nel corso dei millenni, dal neolitico fino al Medioevo.
Il Museo di Lipari
Il Museo archeologico. In alcuni ambienti del Castello e del palazzo
arcivescovile, più altri aggiunti, ha sede l'interessantissimo Museo archeologico
regionale eoliano "Luigi Bernabo' Brea", com' è intitolato, dal giugno
2000, in onore del fondatore, e che espone, non solo materiali provenienti da
Lipari, ma anche quelli rinvenuti nelle altre isole dell'arcipelago e nelle zone
circostanti. La sistemazione segue le più moderne concezioni museografiche. Una
prima sezione è dedicata al materiale preistorico e protostorico di Lipari: sono
illustrate, con ricca esposizione di materiali, tutte le fasi del neolitico eoliano.
Seguono poi gli esempi del protoelladico e mesoelladico, con vasi dalla
tipica decorazione. I frequenti contatti con l'Egeo sono testimoniati dai numerosi
oggetti di importazione minoica e micenea. Gli oggetti appartenenti alla cultura
sud-appenninica, ritrovati ed esposti, hanno fatto pensare a contatti fra le isole
Eolie e l'ambiente continentale. Una sezione separata è riservata alle numerose
iscrizioni epigrafiche, ritrovate nelle necropoli di Lipari. Usciti da questa
prima parte del Museo, si accede, di fronte, al padiglione dove sono esposti i
materiali provenienti dalle altre isole eoliane. In un edificio situato tra la
Cattedrale e l'Ostello della gioventù, è la sezione dedicata all'archeologia
classica, ricchissima di materiali, oggetti ceramici, corredi tombali, disposti
in ordine cronologico dal XII sec. a. C. al III sec. a. C. Al piano terreno di
questo edificio è la sezione dedicata all'archeologia marina, di alto interesse
poiché raccoglie una vasta gamma di relitti recuperati nella zona e, in più, i
carichi e gli equipaggiamenti che le navi portavano a bordo. A parte, poi, è la
sezione di vulcanologia che illustra le fasi della formazione geologica
delle isole Eolie, e quindi anche di Lipari, con pannelli illustrativi di facile
comprensione. La città nuova si costitui' al di fuori di quella murata dal
sec. XVII. Una vasta zona di grande interesse archeologico si estende fuori dall'abitato:
in contrada Diana sono stati portati alla luce un villaggio d'età neolitica
e una necropoli greco-romana.
I testi sono tratti dalla "Guida della Sicilia e delle isole minori"
Ugo La Rosa editore.
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